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Valle del Sambre

Compiobbi, Paiatici, Ontignano, Case Cucina, Quota 546, Poggio alle Tortore, Podere la Guercia, San Donato a Torri, Compiobbi.

Ore stimate: 6. 6.30

Dislivello: 572 m

Accesso: Compiobbi (U-NEA, SITA, treno).

Il Sambre ed il Poggio alle Tortore: la valle ed il crinale; una zona che vive ancora di equilibri naturali e di tante testimonianze storiche ed archeologiche. L'itinerario non presenta difficoltà e si sviluppa su strade e sentieri.

Da Compiobbi (piazza Mazzini) passiamo sotto il ponte della ferrovia e proseguiamo fino all'incrocio stradale in prossimità del ponte sul Sambre; prendiamo a destra e saliamo fino ai giardini Chimici che costeggiamo sulla sinistra; seguiamo la strada asfaltata salendo costantemente e superando quattro tornanti, ora la strada spiana e facilmente giungiamo a Paiatici (h. 1.00). Continuiamo sottopassando il fabbricato e seguendo sempre la vecchia strada comunale, che diviene ora non asfaltata, non curandoci di eventuali bivi; superata la colonica il Pino la strada torna a farsi più ripida, ancora tornanti poi un tratto costante fino a il Colle. Davanti a noi inizia ad aprirsi la valle del Sambre sovrastata dal piccolo centro di Montebeni, cosparsa di caratteristiche case coloniche: una verde campagna in cui predomina l'olivo e la vite. Continuiamo a salire poi, finalmente, la strada spiana in prossimità di un boschetto di cipressi e successivamente inizia a scendere; superiamo la colonica La Noce di Sopra e nuovamente la Valle si apre sulla nostra sinistra: riconosciamo Ontignano e più in alto il Castel di Poggio mentre sulla nostra destra si innalza il Poggio alle Tortore. La strada in dolce declivio ci permette le distrazioni panoramiche poi. in presenza di un ponte, il Sambre ci offre una simpatica cascata alla cui base un piccolo tubo in ferro ci segnala una fresca sorgente (h. 200). La strada (nuovamente asfaltata) svolta a sinistra e sale fino al piccolo borgo di Ontignano caratterizzato da una vetusta Pieve Romanica (possibile la visita chiedendo alla casa limitrofa). Da questa torniamo verso una grossa villa e svoltiamo a sinistra; dopo circa 50 metri lasciamo la strada asfaltata girando a destra e proseguendo in leggera salita fino ad oltrepassare un ramo del Sambre; prendiamo a destra, sempre su strada, e arriviamo fino ad una casa colonica. Ora occorre fare attenzione perchè l'itinerario aggira sulla sinistra la casa colonica oltrepassando un campo e piega a destra in stretto sentiero (all'inizio del bosco), al termine del quale incontriamo nuovamente la vecchia e più agevole strada; continuiamo a sinistra e, se pur coperti dalla vegetazione, intuiamo che iniziamo a percorrere il punto più stretto della valle. Giunti ad un bivio di sentieri prendiamo quello di destra in leggera discesa e dopo circa 100 metri, ad un nuovo bivio, manteniamo la sinistra correndo paralleli al Sambre (sulla nostra destra) ed incrociandolo poco più avanti nel punto in cui due diramazioni del fosso si incontrano. Oltrepassato il Sambre si sale su ripido sentiero raggiungendo un piano in presenza di un rudere (h. 2.40): davanti a noi, poco più in alto, Case Cucina; continuiamo lasciandoci il rudere sulla sinistra e costeggiando (in posizione più elevata) in riva sinistra il Sambre; il sentiero, leggermente infrascato, ma ben delimitato, ci impedisce la vista totale sul vecchio Mulino e ci conduce nuovamente a toccare il Sambre. Giriamo a destra prendendo il sentiero che sale fino a Podere Cucina, due grossi fabbricati oggi in completo abbandono; in aderenza al primo fabbricato, una piccola costruzione in pietra dal basso ingresso, sembra voglia riportarci indietro nel tempo: per la sua particolare struttura potrebbe essere una tomba Etrusca; il Sambre - fiume dei morti - sembra fosse particolarmente caro agli Etruschi. Poco più avanti, dall'aia, il panorama torna ad aprirsi sulla valle (h. 3.00). Saliamo al secondo fabbricato, superato il quale, voltiamo a sinistra in evidente sentiero percorrendolo interamente fino ad incrociare una strada sterrata; ora giriamo a sinistra e poco più avanti, ad un nuovo incrocio, prendiamo a destra; l'ampia strada ci porta fino alla colonica Le Sorti dove voltiamo a destra per evidente viottolo di campo: il viottolo diviene presto un ripido sentiero fino ad arrivare alla quota 546 (h. 4.00). Ci immettiamo così sul crinale del Poggio alle Tortore e prendiamo a destra; la strada sterrata delimitata dalla vegetazione ci impedisce la visuale sulle valli; trascorsi circa 30 minuti di falsopiano siamo sul Poggio alle Tortore (516 In. s.l.m.). Un n po' di riposo soprattutto serve per guardarsi intorno: inconfondibili il Pratone ed i rilievi appenninici del Pratomagno e del Falterona, più in basso le vallate di Compiobbi e di Firenze. Ora prendiamo ad Est una strada che scende verso la valle dell'Amo ed il cammino si snoda lungo un costone in un tipico bosco nel quale non sarà difficile incontrare dei corbezzoli; la strada è bene evidente, tuttavia occorre non farsi ingannare da nuove stradelle di bosco che abbandonano il costone per scendere sui fianchi della collina; usciti dal bosco si apre una bella veduta sull'abitato delle Sieci lambito dall'Amo e sovrastato dalla Secchieta; la strada continua a destra fino al Podere la Quercia (h. 5.00) dove tra la casa colonica ed il fienile svoltiamo a sinistra in discesa ancora su strada sterrata: subito lo sguardo viene attratto a destra da una bella casa colonica; caratterizzata da due torri (le Colombe) ma per gli escursionisti più attenti sarà facile distinguere nel bosco la Torre Tonda e l'Obelisco. Giungiamo al termine della strada sterrata dopo aver superato una casa colonica, svoltiamo a destra sulla via Valle a moine degli abitati delle Falle e di Ellera, giungendo fino all'abitato di San Donato a Torri con bella vista su villa Danti ed il suo giardino all'italiana con vasca circolare sovrastata da statue: possibile l'incontro con i pavoni che dal giardino si avventurano in strada. L'itinerario prosegue a destra per via di Ellera: si consiglia però una breve deviazione a sinistra per vedere, in prossimità dell'accesso a Villa Danti, la grande statua raffigurante il polifemo; ritornando sull'itinerario si oltrepassa la chiesetta di S. Antonio e salendo si lascia la strada asfaltata girando prima a sinistra e subito a destra su un'ampia sterrata con vista sull'Amo verso il Comune di Bagno a Ripoli e l'abitato di Vallina. Si giunge in breve su strada nuovamente asfaltata già agli inizi dell'anello percorsa, e, scendendo verso sinistra, si attraversa l'area verde di Compiobbi (giardini Chimici) per giungere nel paese di Compiobbi (h. 6.20).
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