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Olmo/Fiesole

L'Olmo, Indicatorio, Alberado, il Pratone, San Clemente, Poggio alle Tortore, Compiobbi, Terenzano, Settignano, Maiano, Monte Ceceri, Fiesole.

Ore stimate: 8 - 8.30

Dislivello: in salita 570 m, in discesa 780 m

Accesso: Olmo-Indicatorio (LI-NEA, SITA)
Compiobbi (LI-NEA, SITA, treno),
Girone (ATAF), Settignano (ATAF)

Lunga ed interessante tappa che dai crinali del Pratone e di Poggio alle Tortore, ci immerge nella Valle dell'Amo per poi risalire a Fiesole attraverso le cave di Maiano ed il Monte Ceceri. Si svolge su strade, stradelle e sentieri senza alcuna difficoltà; si consiglia un buon allenamento per percorrere l'intera tappa, eventuali interruzioni potranno essere effettuate in luoghi serviti dai mezzi pubblici (Compiobbi, Settignano).

Dall'Olmo si raggiunge in 15 minuti, attraverso via dell'Olmo, l'Indicatorio; superato l'incrocio stradale nei pressi della pizzeria si sale attraverso il prato (spalle alla pizzeria) fino a giungere sulla sommità del poggetto (m 536 s.I. m.).
Ora il percorso si fa più pianeggiante e continuiamo verso la strada provinciale lasciandoci sulla sinistra il bacino idrico dell'acquedotto comunale e sulla destra una casa di civile abitazione. Giunti alla strada provinciale la attraversiamo e prendiamo a sinistra un'alberata stradella sterrata che oltrepassa alcuni fabbricati rurali (l'Alberaccio) ed in prossimità dello scollino stradale continua girando a destra; più avanti, in presenza di alcuni cancelli, la strada diviene un piccolo sentiero fra rovi e, costeggiando alcune recinzioni, raggiungiamo la strada per Monteloro in prossimità del Passo della Catena (h. 0.20 minuti). Pochi passi sull'asfalto e svoltiamo a destra salendo sul ciglio stradale per entrare in una bella pineta dove il percorso segue un'ampio sentiero e ci immette sulla dorsale del Pratone. Mentre lo sguardo viene sicuramente attratto dai panorami sulla Valle del Mugnone e Fiesole, saliamo su sentiero fino a Colle Guadagni (h. 1.30) ed in quindici minuti circa siamo sul "tetto di Fiesole", Il Pratone (702 m .l'1m.]; la vista qui . spazia a 360 gradi, la Valle dell'Amo sovrastata in lontananza dal M. Falco, il Falterona, la Secchieta, il Pratomagno; Fiesole con alle spalle la città di Firenze e l'intera piana dove si riconoscono le ampie curve dell'Amo; la Valle del Mugnone circondata dal Monte Morello ed il Monte Senario; in giornate particolarmente limpide sulla sinistra del monte Morello si scorgono le Panie (Alpi Apuane). Il panorama non è la sola attrattiva del Pratone: la curiosità dell'escursionista sarà attratta dal cippo recante una scritta di Bruno Cicognani tratta dal "Figurinaio". La tappa continua ed in lontananza si scorge già Poggio alle Tortore; dal Pratone puntiamo verso il ripetitore Telecom, superato il quale si svolta a sinistra scendendo fino ai confini del campo di addestramento cani, Quagliodromo di San Clemente; ora il sentiero compie un'ansa sulla destra che ci permette di aggirare il campo di gara conducendoci a valle, fino al suo ingresso. Ora a destra in discesa su strada sterrata fino ad incontrare la strada asfaltata; prendiamo a sinistra e, percorsi pochi metri, in prossimità della chiesetta di S. Clemente, svoltiamo nuovamente a destra (h. 2.30). Ci immettiamo così sul crinale del Poggio alle Tortore; la strada si fa sterrata e delimitata dalla vegetazione che ci impedisce la visuale sulle valli. Trascorsi circa 30 minuti di falsopiano siamo sul Poggio alle Tortore (516 m. sl.m.); vi consigliamo di procedere fino alla croce (superato un prato circondato da vegetazione) per ammirare dall' alto la valle del Sambre. Ora, prendendo ad Est, inizia la discesa verso la valle dell'Amo ed il cammino si snoda in bosco lungo un costone in evidente stradello; lungo questo tratto ciò che colpisce sono i numerosi corbezzoli oltre che la tipica vegetazione; la strada è bene evidente, tuttavia occorre non farsi ingannare da nuove stradelle di bosco che abbandonano il costone per scendere sui fianchi della collina. Usciti dal bosco si apre una bella veduta sull'abitato delle Sieci, lambito dall'Amo e sovrastato dalla Secchieta; la strada continua a destra fino al Podere la Quercia (h 4.00) dove, fra la casa colonica ed il fienile, svoltiamo a sinistra percorrendo in discesa una strada sterrata; subito lo sguardo viene attratto a destra da una bella casa colonica caratterizzata da due torri (le Colombe) ma per gli escursionisti più attenti sarà facile distinguere nel bosco la Torre Tonda e l'Obelisco. Giungiamo al termine della strada sterrata e svoltiamo a destra sulla via Valle a monte degli abitati di Le Falle e L'Ellera fino all'abitato di San Donato a-Torri con bella vista su villa Danti ed il suo giardino all'italiana con vasca circolare sovrastata da statue: possibile l'incontro con i pavoni che dal giardino si avventurano in strada L'itinerario prosegue a destra per via di Ellera; si consiglia però una breve deviazione a sinistra per l'edere. in prossimità dell'accesso a Villa Danti, la grande statua raffigurante il Polifemo. Ritornando sull'itinerario si oltrepassa la chiesetta di S. Antonio e, salendo, si lascia la strada asfaltata girando prima a sinistra e subito a destra su un'ampia sterrata con vista sull'Amo verso il Comune di Bagno a Ripoli e l'abitato di Vallina. Si giunge in breve su strada nuovamente asfaltata e scendendo verso sinistra si attraversa l'area verde di Compiobbi (giardini Chimici) per giungere nel paese di Compiobbi (h. 4.30); prima del ponte della ferrovia si gira a destra per via Romena, superando il ponticino sul Sambre, seguendola in salita fino alla villa omonima: la visuale raggiunge il lago di Romena, adibito a pesca sportiva, con il sovrastante Poggio alle Tortore. AI termine della strada, in prossimità di un fabbricato colonico ristrutturato, si prende a sinistra il sentiero che entra nel bosco sovrastando il secondo bacino del lago di Romena; continuiamo sull'evidente traccia di sentiero un pò disturbati dalla folta vegetazione e, costeggiando sulla sinistra una recinzione in rete metallica, giunti fuori dal bosco allo scollino troviamo un crocevia di strade poderali: quella a sinistra ci porta a Bagazzano (h. 5.30). Si prosegue scendendo su strada asfaltata, raggiungiamo un grosso casolare dove la vista spazia sull'abitato del Girone e, proseguendo, arriviamo al bivio con la via della Rosa; svoltiamo a destra e brevemente, con strada in piano, siamo nel piccolo borgo di Terenzano con l'omonima chiesa (per visita suonare alla casa limitrofa). Si sale fino al piccolo cimitero e si svolta a sinistra e poi a déstra per via di Terenzano (possibilità, percorrendo via Montegirone, di scendere al p(1ese Il Girone); la strada molto panoramica sfiora il casolare del Podere Mazzocchi e prosegue salendo fino ad un crocevia in prossimità di un tabernacolo. Prendiamo per via Crocefissalto (Comune di Firenze) e, successivamente, per via del Rossellino giungiamo a Settignano (h. 6.15). Prima, in via del Rossellino, all'altezza di un tabernacolo, deviare a sinistra per vedere l'antico borgo degli scalpellini. Si attraversa il paese fino a piazza Tommaseo e da questa si imbocca la via Simone Mosca per lasciarla e imboccare a destra la stretta via di Feliceto si aggira sul retro la Chiesa dei Monaci Olivetani di Feliceto dove ha inizio il sentiero così detto "via degli scalpellini". Si scende attraverso un sentiero scavato sulla scogliera di un'antica cava, fino al Fossataccio che si attraversa per risalire al Borgo la Vannella (bella vista su Settignano) superato il quale si prende a destra per stradella non asfaltata più avanti, prima del Sanatorio Regina Elena, si svolta nuovamente a destra: ora il sentiero si fa più stretto con saliscendi nel bosco fino ad incrociare via di Vincigliata. Si attraversa la strada e si rientra nei confini comunali in ampia strada sterrata; si prosegue fino a via di Maiano, oltrepassando il fosso Bucine nei pressi del Mulinaccio; a destra si superano le case di Maiano (h. 7.20), già note agli escursionisti per la presenza della palestra di arrampicata, costeggiando le cave fino ad uno slargo, dove si gira a sinistra per ripido sentiero inoltrandoci nelle pendici del Monte Ceceri. Superata la cava del Lago di Maurizio il sentiero continua a salire ed al primo bivio (in piano) si prende a destra e si prosegue avanti; a tratti, lungo il sentiero, si aprono viste su Castel di Poggio e castello di Vincigliata più in lontananza Poggio Incontri con i suoi ripetirori e Poggio alle Tonore; ad un ulteriore incrocio di sentieri si prende decisamente a sinistra per poi mantenersi a destra e superare dall'alto un fronte di cava caratterizzato dalla presenza di un grande Olmo. Velocemente in salita si giunge al Magno Cecero - Monte Ceceri (410 m. s.l.m.; h. 7.50): una epigrafe ricorda il primo volo dell'uomo. La sosta è d'obbligo per gustarsi il panorama sulla città di Firenze e le colline circostanti, quindi, imboccando il ripido sentiero dietro il cippo, si ridiscende nel più basso bosco di Monte Ceceri e da qui, costeggiando l'area verde di Borgunto, si imbocca la panoramica via Verdi per terminare la tappa nella Piazza Mino da Fiesole (h. 8.00).
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