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Fiesole Collezioni 2006



Il Comune di Fiesole e Fiesole Musei organizzano anche in questo 2006 un intenso ciclo di mostre, che si terranno in vari luoghi della città: Area Archeologica, Museo Archeologico, Sala Costantini del Museo Archeologico, Basilica di Sant’Alessandro. Fino al prossimo gennaio pittura, scultura, fotografia, ceramica, disegno, per un altro nuovo interessantissimo volo sull’arte contemporanea. Tredici mostre con un appuntamento di livello internazionale, alcuni veri e propri eventi e altre mostre di ottimo livello. Ecco il programma, intensissimo. Si parte il 14 gennaio, con la mostra di Ermanno Toschi, nel centenario della nascita (1906-2006), che rimarrà alla Sala Costantini fino al 30 gennaio (orario 10.00-17.00 chiuso il martedì). Dal 4 al 20 febbraio, stesso luogo, stessi orari, la mostra di Enrico Bandelli, dal titolo “Fragranza di cipresso”. Dal 4 al 26 marzo, sempre alla Sala Costantini e con lo stesso orario di apertura, la mostra fotografica “Volti d’Africa” di Silvia Amodio, realizzata in collaborazione con la Galleria Tornabuoni. Dal 18 marzo al 2 aprile, ma questa volta nella cornice di Castel di Poggio (Via di Vincigliata, 4), la mostra “Elogio della follia”, di Piero Tredici. Dal 6 aprile al 1° maggio, di nuovo alla Sala Costantini (10.00-17.00, chiuso il martedì), la mostra di dipinti di Fiorello Tosoni. Dal 13 maggio al 18 giugno, nella Sala Costantini ma anche nelle sale del Museo Archeologico, una mostra-omaggio del maestro Luciano Guarnieri dal titolo “Arie di famiglia e altre storie”, realizzata in collaborazione con il Consiglio Regionale. Dal 21 giugno al 21 agosto la mostra-evento del 2006, con la personale dello scultore inglese Matthew Spender, in collaborazione con la Fondazione Balducci, che esporrà le sue sculture alla Badia Fiesolana, nella Basilica di Sant’Alessandro, nell’Area Archeologica, nel Museo Archeologico e in altri luoghi di Fiesole. Dal 1° al 17 settembre nella Sala Costantini e nel Museo Archeologico le ceramiche di Romano Innocenti. Dal 7 settembre al 1° ottobre, nell’Area Archeologica l’installazione di Giuliano Ghelli, “Esercito in terracotta”. Dal 7 al 22 ottobre nella Sala Costantini, i dipinti di Giovanni Stefani (in collaborazione con il Consiglio Regionale). Dal 27 ottobre al 12 novembre, in collaborazione con il Comune di Marradi, si espongono alla Sala Costantini i dipinti di Enrico Visani. Dal 18 novembre al 3 dicembre alla Sala Costantini i dipinti di Gianna Scoino e infine dal 16 dicembre all’8 gennaio, sempre alla Sala Costantini, dipinti di Alessandro Goggioli. E’ intanto in via di definizione per i mesi di settembre e ottobre un’altra importante mostra di una fotografa straniera.

Area Archeologica e Museo Archeologico – Via Portigiani, 1
Sala Costantini del Museo Archeologico – Via Portigiani, 9
Basilica di Sant’Alessandro – Salita di San Francesco

Informazioni
Numero Verde Comunale 800/414240
www.comune.fiesole.fi.it
www.fiesolemusei.it


Fiesole Collezioni 2006 - Il Calendario

14-30 gennaio
ERMANNO TOSCHI 
Nel centenario della nascita (Fiesole, 1906-2006)
DIPINTI 
Sala Costantini del museo archeologico di fiesole – Via Portigiani 9

4 – 20 febbraio
ENRICO BANDELLI
“Fragranza di cipresso”
DIPINTI 
Sala Costantini del museo archeologico di fiesole – Via Portigiani 9

4-26 marzo
SILVIA AMODIO 
“Volti d’africa”
FOTOGRAFIA 
Sala Costantini del museo archeologico di fiesole – Via Portigiani 9

da 18 marzo a 2 aprile 2006
PIERO TREDICI in collaborazione con Castel di Poggio
“Gioco e follia”
DIPINTI
Castel di Poggio, via di vincigliata 4, fiesole

1 Aprile - 1 Maggio
FIORELLO TOSONI 
“Uno sguardo sulla figurazione”
DIPINTI
Sala Costantini del museo archeologico di fiesole – Via Portigiani 9

13 maggio - 18 giugno 
LUCIANO GUARNIERI in collaborazione con il Consiglio Regionale della Toscana
DIPINTI 
Arie di Famiglia e altre storie
Basilica di Sant’Alessandro via san Francesco - Fiesole
Chiesa di S.Ilario a Montereggi, Fiesole

21 giugno – 21 agosto 
MATTHEW SPENDER in collaborazione con Fondazione Balducci e Associazione Caleidoscopio
“La sacralità nel quotidiano. L’arte di Matthew Spender a Fiesole”
SCULTURE
Badia Fiesolana, Basilica di S.Alessandro, Chiesa di S.Francesco, Museo Archeologico e Sala Costantini, Teatro Romano, Fiesole 

1-17 settembre
ROMANO INNOCENTI 
CERAMICHE 
Museo Archeologico e Sala Costantini, Via Portigiani 1, Fiesole

7 settembre – 1 ottobre
GIULIANO GHELLI
INSTALLAZIONE
Esercito in terracotta
Area archeologica del Teatro Romano, via Portigiani 1, Fiesole 

7 – 22 ottobre
GIOVANNI STEFANI in collaborazione con il Consiglio Regionale della Toscana
“Nel mistero orfico”
DIPINTI
Sala Costantini del museo archeologico di fiesole – Via Portigiani 9 

27 OTTOBRE – 12 NOVEMBRE
ENRICO VISANI in collaborazione con il Comune di Marradi
DIPINTI 
Sala Costantini del museo archeologico di fiesole – Via Portigiani 9

18 novembre – 3 dicembre
GIANNA SCOINO
DIPINTI
Sala Costantini del museo archeologico di fiesole – Via Portigiani 9

16 Dicembre – 8 Gennaio
ALESSANDRO GOGGIOLI
“Tele dipinte, storie giocate”
DIPINTI 
Sala Costantini del museo archeologico di fiesole – Via Portigiani 9

ERMANNO TOSCHI
Ermanno Toschi nasce a Lugo di Romagna il 4 aprile 1906. Nel 1920 si trasferisce a Firenze e viene avviato alla Scuola d’Arte dove segue il corso di Decorazione Industriale con Luigi Cavalieri e Giacomo Lolli. Nel 1922 incontra il pittore Silvio Bicchi che lo invita a seguirlo come collaboratore per l’esecuzione di affreschi nella villa dell’Onorevole Magni a Canzo nei pressi di Como. In quegli anni la pittura del Toschi risente dell’influenza Bicchiana ma presto riesce a distaccarsene acquisendo una sua spiccata personalità. Nei primi anni trenta frequenta la Scuola Libera del Nudo all’Accademia di Belle Arti. Allestisce varie mostre personali e collettive, partecipa con successo a molti concorsi di pittura, fa amicizia con artisti come Capocchini, Annigoni, Zuccoli, Pignotti. Dal 1935 al 1952 è presente alle Quadriennali di Roma; nel 1936 sue opere vengono esposte alla Biennale di Venezia dove negli anni ’38 e ’40 esegue alcuni affreschi. Notevole l’attività nel campo dell’arte sacra con opere in chiese fiorentine (ma anche al Girone e alle Sieci, un’Annunciazione è visibile in un tabernacolo in Via dell’Agnolo a Firenze). Dalla seconda metà degli anni ’30 inizia a lavorare al Gabinetto Restauri degli Uffizi contribuendo, durante il secondo conflitto mondiale, al salvataggio di importantissime opere d’arte. Alla fine degli anni ’50 la sua pittura ha una svolta, comincia a preparare le tele, compensati, faesite con impasti a base di rena, cemento, polvere di marmo: il risultato è una pittura più luminosa, con colori più brillanti. Dal 1975 si trasferisce al Girone dove continua a lavorare, e nel 1986 nei locali sottostanti la chiesa del Girone viene allestita una mostra antologica per festeggiare i suoi 80 anni. Nel 1994 all’Accademia delle Arti del Disegno viene allestita una grande mostra con opere dal 1923 al 1950, l’anno dopo la stessa mostra, integrata con opere di periodi successivi viene allestita a Lugo su invito del comune. Muore al Girone l’11 febbraio 1999 alla soglia dei 93 anni. 

ENRICO BANDELLI
Enrico Bandelli nasce a Firenze nel 1941, dove lavora e vive attualmente. Le numerose esposizioni personali, più di sessanta, lo hanno portato a riscuotere notevoli successi di critica e vari riconoscimenti. Negli anni Settanta partecipa alla X Quadriennale di Roma (1975) e al XIII “Premio Fiorino” nella sua città natale. Negli anni sperimenta, oltre alla pittura, anche le possibilità espressive e grafiche della litografia e dell’incisione. All’interno della sua carriera artistica è da sottolineare la creazione di alcune medaglie per eventi sportivi e per palii di San Giovanni a Firenze e della “Costa degli Etruschi” di San Vincenzo. Nel 1995 è stata pubblicata una sua monografia da “ArteCapital”. Le sue opere sono state esposte in varie manifestazioni in Italia e all’estero. L’artista fiorentino dipinge, attraverso un linguaggio fiabesco, paesaggi ed architetture desunte dalla sua terra d’origine: le colline toscane, le antiche chiese e le casette medievali si pongono al limite tra realtà storica e viaggio fantastico, dove tutto perde la propria consistenza materia in favore di una leggerezza magica.

SILVIA AMODIO
Nasce a Milano nel 1968. Si laurea in filosofia con una tesi, svolta alle Hawaii, sulle competenze linguistiche dei delfini. Collabora come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l’Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato per un anno alla rubrica “Zoo” dell’Espresso e ha lavorato all’enciclopedia del gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d’autore è divenuta la sua occupazione principale. Nel maggio 2000 ha organizzato un convegno interdisciplinare con studiosi provenienti da tutto il mondo sui delfini e la comunicazione, in collaborazione con il Cnr. Hanno parlato del suo lavoro varie riviste tra le quali: Photo, Stop, That’s art, New Age, Repubblica, l’Espresso, Anna, Arte Mondadori, Specchio, Zoom e trasmissioni televisive e radiofoniche: Geo e Geo, National Geographic Channel, Mediolanum, Tgr Toscana, Radio Svizzera, Rtl, Radio 2, Radio 3 Scienza. Recentemente ha realizzato un’animazione con la quale partecipa a congressi scientifici e festival. Ha firmato una linea di biglietti per la casa editrice di Smemoranda e ha firmato il calendario LAV del 2005. Attualmente sta lavorando ad un progetto sul popolo sud africano Xhosa.

PIERO TREDICI
Piero Tredici vive e lavora a Colonnata (Sesto Fiorentino) dove è nato nel 1928. Una rassegna del 1956 apre il ricco elenco delle sue mostre, nel quale si inseriscono almeno una quarantina di personali dal 1960 a oggi in luoghi e spazi espositivi come il Museo Civico di Rende in provincia di Cosenza, la Pinacoteca Nazionale di Atene, il Centre des Arts Meylon di Grenoble, il Museo Municipal de Arte Moderna di Caracas. Antonio Paolucci, nella presentazione del catalogo della mostra del 2002 all’Accademia di Belle Arti di Firenze ha definito l’artista “l’ultimo alfiere dell’arte che un tempo si chiamava impegnata”. Il pittore si presenta a noi in questo tempo dell’individualismo di massa, del pensiero unico edonista e consumista, con un coraggioso e attualissimo tema: quello dei “Kamikaze” con il quale continua a difendere la sua fedeltà alla pittura come narrazione. Narrazione dell’uomo e degli eventi di cui è protagonista e vittima, espressione di una violenza che lo penetra fino alla esplosione resa magistralmente dai rossi sangue che invadono gli azzurri e dilagano ricordandoci l’eterna lotta del Bene sul Male. Le tele di Tredici ci dicono che il male sta accovacciato alla porta di ognuno in attesa di poter entrare e opprimere un uomo che non possiede più la propria mente e il proprio libero pensiero . La sua è una lucida passione che è anche solitudine cosciente del proprio operare in un mondo in cui è faticoso – ma anche affascinante – ascoltare il proprio dolore come laica credenza nel comune dolore degli uomini.

FIORELLO TOSONI
Fiorello Tosoni nasce a Prato dove vive e lavora. Dopo una permanenza di alcuni anni a Londra dove frequenta la classe di disegno figura e ritratto dal vero, torna in Italia nel 1964 e frequenta la Scuola del Nudo all'Accademia di Belle Arti di Firenze, sotto l'insegnamento del prof. Emanuele Cavalli. Nel 1965 incontra Pietro Annigoni e inizia a frequentarne lo studio. Nel ‘68 iniziano i suoi primi successi con i ritratti di noti personaggi soprattutto nel campo dell'imprenditoria. Assiste Annigoni come aiuto negli affreschi della chiesa del Buon Consiglio di Ponte Buggianese (PT). Il 1972 è l’anno della consacrazione: personale a Prato, servizi alla Rai e su alcune importanti testate inglesi (Daily Post, Derribiglishire Free Press, North Wales News, Irish Express, The Sunday People, Radio Wales). Nel 1973 “The Daily Mail” invia a Prato una équipe per un servizio fotografico su Tosoni che viene pubblicato sul noto quotidiano e poco dopo arriva a Prato anche la BBC Television per una ripresa sull'attività pittorica del maestro. Tosoni, ex allievo di Annigoni, ha in più del maestro una vena poetica sottile e una sapienza cromatica che è dono precipuo del pittore nato. Disegnatore magistrale, le sue figure pur nel clima dell'arte classica, portano il senso e il dramma delle figure d'oggi, senza tradire la loro verosimiglianza. Verso la metà degli anni Settanta, entra a far parte del Kunsthistorishes Istitut. Nel 1987 propone una personale alla Art Expo di New York. Molte le sue mostre personali in Italia ed all'estero, tra cui ricordiamo quelle alla Nicolis'Art Gallery a Phoenix nel 1974, alla Galleria Comanducci a Milano nel 1979, alla Expo di Los Angeles nel 1987, al Foyer di Parigi sempre nel 1987, al Palazzo Pretorio di Prato nel 1993 e alla Galleria Ghelfi di Verona nel 2001. Nel 1996 illustra per Editalia “L'isola del Tesoro” di Stevenson e “Il Giro del Mondo in Ottanta Giorni” di Verne, e ne riceve unanimi consensi. Sempre nel 1996 i suoi dipinti vengono esposti a Montecatini Terme nella mostra “Maestri del 900”, insieme ai più grandi artisti che hanno fatto la storia del nostro secolo. Del 2000 è lo splendido catalogo edito dal Poligrafico dello Stato in occasione della 52a Buchmesse di Francoforte. Le opere di Tosoni si trovano nelle più prestigiose collezioni in Italia ed all'estero.

LUCIANO GUARNIERI
Luciano Guarnieri nasce nel 1930 a Firenze, dove attualmente risiede e lavora. Nella sua attività di artista ha usato varie tecniche: litografie, acqueforti, disegni, acquerelli, affreschi, con i quali ha ritratto immagini familiari e suggestioni di paesi lontani. Numerosi sono i viaggi realizzati con lo scopo di trovare nuovi spunti e nuove ispirazioni per la propria arte. Nel 1987 uno di questi viaggi lo porta nel west degli Stati Uniti, dove viene in contatto con la cultura degli indiani Navajo. Dello stesso anno il viaggio in Cina (Shekou, Pechino, Xian, Guilin e Hong Kong) ed a Gerusalemme. Il risultato di tali peregrinazioni, oltre ad una grande quantità di opere, in prevalenza disegni ed acquerelli, sono alcune pubblicazioni come “Cina” con l’introduzione di Harold Acton e “Taccuino Americano – America Sketchbook 1957-1990”. Da altri viaggi, realizzati a Praga e Irlanda, sono nate “Ombra su Praga” e “Cieli d’Irlanda” cartelle di litografie originali. Del 1995 sono i viaggi in Marocco, a New York, nel Massachussets e a Parigi. Nel 1997 viene allestita la mostra “Viaggiando” alla Galleria Parronchi di Firenze. Alla produzione legata ai viaggi si aggiunge quella altrettanto vasta, dedicata dall’artista alla propria terra di origine. Un mezzo con il quale Guarnieri tributa il proprio amore ed il proprio attaccamento alla Toscana è l’affresco, tecnica con la quale ha realizzato opere a San Miniato, Consuma, Querceto, Firenze, Montereggi ed in altre località della regione. L’ultima opera del maestro Guarnieri sono gli affreschi “Maria nei suoi Misteri” nella Chiesa di Sant’Ilario a Montereggi, la cui realizzazione è stata possibile grazie anche al supporto del Lions Club di Fiesole.

MATTHEW SPENDER
Nasce figlio di artisti nel 1945, il padre poeta, la madre musicista. Studia storia moderna all’Università di Oxford e arte alla Slade School Art di Londra. Nel 1968 si trasferisce in Italia insieme alla moglie, la pittrice Maro Gorky. Da allora vivono a Gaiole in Chianti, in provincia di Siena. Spender ha iniziato la sua ricerca artistica con la pittura, ma nell’ultimo decennio si è dedicato prevalentemente alla scultura. Tra i maggiori collezionisti delle sue opere ci sono Francis Bacon e Bernardo Bertolucci. “Milano Finanza” gli ha commissionato un basso rilievo lungo 5 metri. La ditta Fitzpatrick ed il Barbican Center di Londra gli hanno commissionato importanti opere. Quarantasette sedute dell’artista sono state usate dal regista Bernardo Bertolucci nel film “Io Ballo da sola” del 1995. Nello stesso anno il Comune di Siena patrocina una rassegna di queste opere presso i Magazzini del Sale. Seguono importanti esposizioni a Torino, Milano, Roma, Londra. Spender lavora per buona parte del 1999 a Carrara dove completa venti sculture in marmo che vengono esposte presso la Chiesa del Suffragio. Nel 2000 le sue sculture in legno vengono esposte alla Fondazione Maniscalchi Erizzo di Verona e poi nella Chiesa Sant’Agostino di Pietrasanta. Seguono esposizioni in spazi di spessore nazionale come il Palazzo Cisterna di Torino e la Pinacoteca di Volterra. Nel 2001 una retrospettiva di cento opere viene esposta nel Museo Medioevale di Sant’Agostino a Genova. Una sua opera monumentale di travertino di oltre sette metri è stata collocata nel 2002 a San Giovanni Valdarno. Del 2003 è la sua personale “Le Acconciature di Carrara”, allestita a Carrara. Nel 2004 espone nei Magazzini del Sale di Siena una serie di opere rappresentanti le contradaiole senesi. Fra i vari riconoscimenti, l’incarico di Professore Ordinario nella classe di pittura dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze e il titolo di Professore Onorario dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, nella classe di scultura. Tra le altre personali recenti: Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, Palazzo degli Studi, Forte dei Marmi, Rapolano Terme, Istituto Europeo di Design di Milano, Palazzo Ducale di Pesaro, Loggia del Comune di Assisi.

ROMANO INNOCENTI
Ceramista, nasce a Montefiesole (Borgo San Lorenzo) nel 1936 e muore a Campitello di Fassa nello scorso agosto. Affascinato dalla ceramica del maestro Chini, Romano Innocenti negli anni Cinquanta si iscrive all’Istituto d’arte di Firenze specializzandosi nello studio della ceramica. In quegli anni frequenta l’atelier dell’artista Marcello Fantoni, dove completa e sperimenta la conoscenza e il mestiere di ceramista. Quel periodo è per lui la scoperta di alchimie fantastiche che la ceramica offre, portando il suo interesse verso quella sperimentazione che lo renderanno maestro di quella stessa materia. La ceramica diventa la sua vera speranza di vita. E’ per lui la poesia della sua esistenza, il fascino segreto dell’arte. Sperimenta tecniche diverse su argille, pigmenti naturali su modelli e forme che lui stesso realizza, portando avanti esperimenti di alte temperatura e di ossidazioni coloristiche. La sua forza espressiva lo porta, in giovane età, a partecipare a concorsi nazionali e internazionali di ceramica dove riscuote un notevole successo, ricevendo premi e attestati. Verso la fine degli anni Settanta sente la necessità di trasformare le sue ricerche sperimentali verso lo studio della Maiolica, tecnica artistica della tradizione mediterranea, creando una serie di prodotti che si orientano verso il decoro e l’oggettistica da complemento d’arredo.

GIULIANO GHELLI
Giuliano Ghelli nasce a Firenze nel 1944, oggi vive a San Casciano Val di Pesa, nel Chianti Fiorentino. Ha esordito a Milano nel 1963. Ha partecipato alla X Quadriennale di Roma; nel ’75 e nell’80 è “Segnalato Bolaffi” come uno fra i migliori cinquanta artisti italiani. Dopo la sua prima personale all’estero, a Parigi nel 1974, ha esposto negli Stati Uniti, in Australia, Germania, Belgio, Grecia, Spagna e Giappone. Nel 1992 è al Castello Sforzesco di Milano, con la personale curata da Carlo Perdetti, “In Viaggio Con Leonardo”. Nel 1995 realizza su commissione della Mercedes Benz Italia un ciclo di venti grandi dipinti per la nuova direzione di Roma. Realizza gli acquerelli e i posters per le edizioni del 1995 e 1996 del “Premio Maestri del Cinema” assegnato a Robert Altman e Mario Monicelli. Nel 2001 ha tenuto presso il Museo Pecci di Prato la personale dal titolo “La Parola Colorata”, riproposta in aprile alla galleria d’Arte Moderna di Arezzo; nello stesso anno realizza l’immagine per la “Festa della Libertà” della Regione Toscana. Dal 2002 i suoi busti dipinti vengono commissionati come “Premio Milano per la Moda”. Nel Settembre del 2004 espone i suoi busti dipinti all’esposizione internazionale Furn’Art in Belgio. Nello stesso mese propone per la prima volta “Ipotesi per un esercito di terracotta” a Villa Demidoff di Firenze e in seguito al Palazzo pretorio di Certaldo. Nel 2004-2005 ha esposto a Furnes, De Haan, Knokke, Miami, Francoforte, Mosca. 

GIOVANNI STEFANI
Giovanni Stefani nace a Cetona (Siena). La sua formazione artistica è avvenuta nello studio di Balestrieri, ritiratosi nel paese natale dopo la lunga carriera di pittore. A quest’epoca risalgono le prime terrecotte prodotte nell’ambito di chiusi frequentando il museo Etrusco e il ceramista Manfredo Coltellini. A Siena stringe contatti con Baranelli, Gemignani e Carmignani. Soggiorna a Firenze e inizia un’intensa amicizia con Renzo Grazzini, di cui seguirà il corso di pittura a Porta Romana; contatti con Seroni, Conti, Capocchini, Federici (che lo presenterà alla sua prima personale alla “Vigna Nuova”), e poi con Tredici, Manfredi, Pini, Midollini, Farulli, Faraoni e altri. Proseguono i rapporti già instaurati in precedenza con l’ambiente milanese di Fabietti, Tedeschi, Treccani, Banchieri, De Micheli. Frequenta costantemente Firenze dove il Palazzo dei Congressi nel 1985 gli allestisce un’ampia esposizione di sculture e disegni presentata da Micacci e Carlesi. Si è dedicato in modo più o meno intenso, oltre alla pittura, alla grafica,, alla scultura e alla ceramica. Ha promosso e diretto a Cetona “I maestri del segno”. Scrittori e critici si sono occupati del suo lavoro, tra cui: Baldini, Federici, Parronchi, Novi, Seroni, Grazzini, Porzano, Treccani, Morante, Guidotti, Pisani, Parigi, Scotti, Neri, Cavoli, Mazzolai, Del Corona, Mei, Paloscia, Micacci, Fagioli, Carlesi, Civai, Mencaraglia, Trombadori, Luti, Cerroni e Lunetta. Attualmente vive e lavora a Grosseto.

ENRICO VISANI
Enrico Visani nasce il 6 febbraio 1938 a Marradi, dove era scomparso da pochi anni il poeta Dino Campana, al quale lo avvicinano il giovanile nomadismo avventuroso e lo spirito anticonformista. Visani è un autodidatta, inizia a dipingere per caso, prendendo in mano pennelli e colori di un imbianchino che decora la pasticceria di Vaiano dove si è trasferito e lavora. Solo nel 1971 decide di dedicarsi completamente alla pittura e tiene la sua prima personale alla Galleria Le Nuove Muse di Bologna. In seguito entra in contatto vivace e assiduo con De Chirico, Manzù, Guttuso, Annigoni, Conti. Fondamentale per la sua formazione è l’incontro con Xanti Scawinsky, uno degli ultimi esponenti della Bauhaus, da cui apprende la grande lezione della cultura mitteleuropea. Numerose le sue esposizioni: Torino, Firenze e poi Parigi, Lima e altre metropoli sudamericane, per poi tornare in Europa con Londra, Salonicco, l’Olanda.

GIANNA SCOINO
Il percorso artistico di Gianna Scoino, che è docente di pittura all'Accademia di belle arti di Firenze, risale all'inizio degli anni settanta. Nel 1974 vince una borsa di studio per la pittura partecipando nell'anno successivo alla Quadriennale nazionale a Roma. Negli anni Ottanta espone al Centro Pompidou a Parigi e al Museo d'arte moderna di San Paolo del Brasile e di Rio de Janeiro, partecipando anche a numerose mostre pubbliche e private in Italia e all'estero. Da quel periodo si occupa anche di design con lavori in vetro e specchio partecipando a importanti rassegne. Numerose le pubblicazioni su di lei in riviste di arredamento e design. Negli anni Novanta iniziano i suoi lavori nel campo della pittura-scrittura con un collegamento tra elementi arcaici e componenti materiche, segni iconografici e scrittura istintuale recuperando una memoria antica e occulta. «Scrivendo a un mio ipotetico Sciamano, medium per me tra la terra e il cielo - dice la Scoino - con parole e segni traccio un percorso di comunicazione intima e spirituale». Motivo dominante le immagini segrete, traslate e impresse su una icona-corpo. Memorie leggere e riflesse, messaggi dal cielo (“Angelo disse”) e dalla terra (“Corpo”).

ALESSANDRO GOGGIOLI
Alessandro Goggioli nasce a Firenze nel 1942. Ha studiato all’Istituto Statale d’Arte di Firenze, diplomandosi in Grafica Pubblicitaria nel 1960. Nello stesso Istituto ha insegnato per molti anni Disegno dal Vero ed Educazione visiva. Dal 1958 ad oggi ha tenuto varie mostre personali di pittura ed ha partecipato a numerose rassegne e premi d’arte figurativa. Attualmente vive e lavora a Fiesole. Ha recentemente esposto a Sesto Fiorentino, Firenze, Scandicci, Campi Bisenzio, Volterra, Certaldo, San Gimignano, Pontassieve.
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