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Fiesole
Fiesole. Monte Ceceri. Villa Ronconi. San Michele a Muscoli. Fonte del Pecchioli. la Querce, Podere Mandorlo. San Michele a Doccia. Fiesole
Ore stimate: 4 - 4.30
Dislivello: 416 m
Accesso: Fiesole (ATAF).
Interessante itinerario nei dintorni di Fiesole che si sviluppa fra le cave del Monte Ceceri ed i poderi ad Est del capoluogo; si svolge interamente su stradelle poderali e vicinati senza alcuna difficoltà.
Un 'incontro fra due antichi mestieri: il cavatore ed il contadino.
Dal Municipio, oltrepassata la chiesa di S. Maria Primerana, ci incamminiamo sulla panoramica e stretta via Verdi fra antiche ma ben conservate abitazioni; successivamente uno scorcio panoramico sulla città di Firenze e poi camminiamo nuovamente chiusi fra alte mura in pietra; superata la salita, la via si fa pianeggiante e si ha la sensazione netta di uscire dal centro abitato; lo sguardo ora supera la stessa Firenze per estendersi alle colline circostanti ed incontrare in primo piano il Monte Ceceri. Proseguiamo girando a destra in prossimità dell'area verde di Borgunto scendendo lungo la via del Pelagaccio; ora la strada si dirama e l'itinerario lascia l'asfalto voltando a destra per inoltrarsi nel bosco del Monte Ceceri. Costeggiamo il muro di cinta di S. Michele a Doccia per giungere ad uno spiazzato e proseguire in salita a sinistra per poi scendere a destra al successivo bivio; il sentiero corre ora al di sopra di una cava con una particolare vista su Firenze mentre più avanti a sinistra incontriamo una interessante cava a fittone impropriamente usata e imbrattata di scritte e continuiamo in piano sul sentiero centrale che si fa a tratti più stretto fino a scendere su una meglio marcata stradella. Deviamo a sinistra proseguendo per la via principale riccamente alberata, nuovamente ci troviamo sulla sommità di una cava: lo sguardo verso il basso può captare tutta la profondità del taglio, mentre davanti a noi si fronteggiano i castelli fiesolani di Vincigliata e Castel di Poggio racchiusi nel verde e custodi delle leggende fra famiglie rivali ed amori negati; li guarda un po' più in lontananza il Poggio alle Tortore. Ora il sentiero sale dolcemente coperto dalla vegetazione fino a giungere ad un quadrivio; qui si prende decisamente a sinistra (compiendo un tornante) per proseguire in piano è riprendere a destra ancora a monte di un nuovo fronte di cava dominato da un grande olmo, un tempo unico riparo dal sole per gli scalpellini. Continuiamo a salire in un piccolo sentiero, dove fra la vegetazione possiamo scorgere anche alcune piante grasse, per giungere sul famoso Monte Ceceri (h. 0.50).
"Piglierà il primo volo il grande uccello sopra del dosso del suo Magno Cecero" così inizia una epigrafe di Leonardo da Vinci che ricorda il primo 1'010 dell'uomo, riportandoci molto indietro nel tempo quando questo Monte privo di vegetazione bene si prestava agli esperimenti di 1'010. Sullo sfondo ancora Firenze attrae la nostra attenzione.
Ripreso fiato si riprende il cammino lungo l'ampia strada che ancora denuncia la sua originaria struttura; la percorriamo integralmente scendendo fino al bivio con un'ulteriore strada: alzando lo sguardo, davanti a noi Monte Muscoli; prendiamo a sinistra ed in piano giungiamo fino alla piazzetta di Prato ai Pini (nella chiesetta nel periodo natalizio viene allestito un grazioso presepe).
Siamo così usciti dal Monte Ceceri, un tempo luogo di lavoro di tanti scalpellini: l'escursionista attento avrà colto i segni del lavoro oltre che nelle cave, nei sentieri, nelle strade, nelle opere di regimazione, nella struttura in generale: segni importanti della vita operaia di Fiesole.
Lo stesso bosco è opera dell'uomo; siamo convinti che questo patrimonio possa conservarsi e manifestarsi in un parco. Dalla Piazzetta prendiamo a destra, oltrepassiamo il bivio per il Camping Panoramico Fiesole scendendo lungo la via di Peramonda dove una schiera di casette in pietra ci mostra ancora il lavoro degli scalpellini.
Si lascia via di Peramonda girando a destra sulla provinciale dei Bosconi che si attraversa e si lascia quasi subito per prendere a sinistra la via Ferrucci. Usciti dal traffico della provinciale, possiamo rivolgere la nostra attenzione al bel panorama sulla valle del Mugnone ed il Monte Morello; anche il paesaggio intorno a noi ora è cambiato: non più bosco, ma ampi poderi un tempo ben coltivati ed oggi mantenuti alla coltura dell'olivo e della vite, AI primo bivio continuiamo diritto in discesa ed attraverso stradelle poderali giungiamo fino a Villa Ronconi (sulla targa villa Ersilia) (h. 1.25) all'in temo la classica sistemazione di giardino all'italiana e frontalmente all'ingresso si può ancora ammirare il vecchio viale d' accesso compreso fra due filari di cipressi con la gradinata iniziale sovrastata da statue in cotto.
Si prosegue a sinistra e in prossimità della parte rurale della villa si gira decisamente a destra ancora su stradella poderale mentre alle nostre spalle si ha una insolita veduta della parte Nord di Fiesole. In corrispondenza della salita che porta ad una casa colonica, svoltiamo a sinistra sempre su stradella ben definita e mantenendo la destra giungiamo in prossimità di un grosso casolare completamente ristrutturato immettendoci, ancorava destra, sulla via Pian di Mugnone che sale, ornata da filari di cipressi; oltrepassiamo la casa colonica giungendo al bivio con la provinciale dei Bosconi in corrispondenza di una più modesta casa colonica.
Qui una croce ricorda la fucilazione di Attilio Patriarchi da parte dei tedeschi nell'aprile 1944. Attraversiamo la provinciale prendendo la lastricata, e successivamente sterrata, via di San Michele a Muscoli che in ripida salita ci porta fino alla chiesetta di San Michele a Muscoli (h. 2.00).
Continuiamo a sinistra su strada asfaltata raggiungendo una grossa costruzione in pietra: villa Gargiolli che attrae subito l'escursionista; in prossimità del cartello stradale Monte Fanna, giriamo a destra seguendo il sentiero che corre sopra un muretto a secco, la vista spazia sul Poggio alle Tortore e la valle del Sambre; proseguiamo su sentiero che costeggia alcune recinzioni di ville, frutto di una lottizzazione degli anni 60 sul Monte Muscoli, fino a raggiungere una strada sterrata. Svoltiamo a sinistra e raggiungiamo un tabernacolo - Fonte del Pecchioli - e ci immettiamo sulla asfaltata via di Riotorto fino alla strada che porta a Montebeni e, attraversandola, ci inoltriamo in uno stradello per scendere al podere La Querce; in prossimità della casa colonica e superata la vecchia quercia si gira a destra e subito dopo a sinistra scendendo in ripido sentiero verso la strada che conduce all'attuale maneggio. Raggiunta quest'ultima, prendiamo a sinistra ed in breve giungiamo alla casa colonica che ospita il maneggio (h. 3.00); una sosta sull'aia è quasi un obbligo: davanti a noi Maiano e Firenze, a sinistra Castel di Poggio e di Vincigliata, a destra il Monte Ceceri. Continuiamo su strada e, completata la discesa, svoltiamo a destra costeggiando un piccolo fosso, ancora il paesaggio che ci circonda ricorda poderi e campi oramai abbastanza lontani, fino a giungere al podere il Mandorlo per oltrepassarlo sulla destra verso l'antico lavatoio; l'itinerario continua a scendere oltrepassando il fosso del Bucine e risalendo in prossimità delle cave di Maiano. Superato il primo fronte di cava, lasciamo la comoda strada per prendere a destra il ripido sentiero che risale le pendici del Monte Ceceri; ora il sentiero spiana e sulla destra si apre un fronte di cava più noto come "Lago di Maurizio". Affacciandosi sulla cava (superato il materiale di frana) possiamo ammirare opere veramente notevoli: la cava si sviluppa all'interno del Monte e alcuni pilastri (lasciati da esperti cavatori) sorreggono il peso sovrastante; la presenza di acqua. all'interno della grotta. giustifica l'appellativo di lago
Continuiamo a salire nel bosco fino ad incontrare una stradella, riconoscendo il bivio per averlo già superato all'inizio dell'itinerario; giriamo a sinistra mantenendo sempre la stradella principale e, dopo aver costeggiato il muro di cinta di Villa Torre Rossa e Miralunga, raggiungiamo la via di Doccia, già via del Pelagaccio (h. 4.00).
Siamo così sul versante Sud della collina di Fiesole, ricco di antiche ville; prendiamo a destra e risaliamo la via di Doccia; ci lasciamo sulla sinistra una costruzione ottagonale che altro non è che una cisterna d'acqua, continuando a salire fino al cancello d'ingresso della Villa San Michele a Doccia, dalla Michelangiolesca facciata, oggi sede di albergo di lusso; non entriamo in villa ma prendiamo a sinistra in un passaggio stretto fra muri e ancora a sinistra in stradella sterrata saliamo verso Fiesole; il passo ora si fa più lento sia per la fatica, che per ammirare uno stupendo panorama su Firenze; oppure per ammirare le grandi agave che caratterizzano il versante sud di Fiesole.
Ultimata la salita siamo nuovamente sulla via Verdi e quindi nel centro abitato; in circa lO minuti si scende alla Piazza Mino (h. 4.30) completando così un anello escursionistico che, sviluppandosi ai bordi di un'area urbana, ci ha fatto conoscere molteplici aspetti: le cave del Monte Ceceri, le ville padronali e le case coloniche, la ricchezza del versante sud.
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